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JACOPO GIANDOMINICI, TIZIANA MARTINELLI, TEDDY SCIURTI, ANDREA SCIURTI

GFT, SEAWOLF & POLOSUB. SPONSORIZZAZIONE IN FAMIGLIA. QUANDO LA UNIONE FA LA FORZA.

Novembre 2013

Ciao tutti. Scusate il mio italiano se sabglio tropo o non si capisce bene... È povero ma è stato sufficiente per poter' fare questa bella intervista a questi 4 grandi pescasub. Spero che non avrete difficoltà a leggerla.

Haz click aquí para leer la versión en ESPAÑOL de esta entrevista.

Sono sponsorizzazioni in famiglia. Quando l'unione fa la forza. E in Italia è di moda. Mentre i grandi marchi sponsorizzano come hanno fatto tutta la vita, a lo stile tutto o niente, gli artigiani e più o meno noti provano a farsi un nome (e in fatti anche un buco sul mercato) sponsorizzando in gruppo. Poi devi scegliere i partner giusti e i reti sociali fanno il resto. Oggi parliamo con 4 grandissimi pescasub (Jacopo Giandominici, Tiziana Martinelli e i fratelli Teddy e Andrea Sciurti) di raccontarci la sua storia d'amore con queste 3 marchi e spiegarci qualcosa della sua grande sperienza.

Introduzione a cura di Tony Canario, della CARBONIO GFT.

Tutto nasce circa un paio d’anni orsono. Non credo nelle cose solitarie, ma credo tanto nelle collaborazioni e partnership quando si trovano persone pronte a lavorare per il gruppo anche a volte rimettendoci qualcosa. L’importante è unire le energie, ed il progetto di base comune: lavorare ad altissimi livelli ed offrire sul mercato prodotti di altissima gamma e sicurezza. POLO SUB è un marchio affermato da anni con qualità dei prodotti superlativa. SEAWOLF anche se più recente, ha prodotti di ultimissima generazione a mio parere dalle finiture maniacali.

Per gli atleti, tentiamo giorno per giorno per riuscire ad avere team unico, ma essendo nati in differenti periodi è normale che ci vorrà più tempo per riuscire. Un punto comune lo abbiamo. Puntiamo tutti su persone di cuore, sensibilità, umiltà, e soprattutto abbiamo tutti come prerogativa non essere aggressivi nel pubblicizzare i nostri prodotti.

Dei quattro atleti in intervista, Tiziana è POLO SUB / CARBONIO GFT / GIMAN. Non è un problema, ogni atleta è libero. Nessun vincolo. Ognuno di loro deve sentirsi libero di prendere qualsiasi decisione.

Tutti gli atleti per noi, CARBONIO GFT, come del resto per gli altri brand, sono una marcia veramente importante per lo sviluppo delle nuove produzioni, unire la fase progettuale fatta di scartoffie, cartaccia e disegni cad, per poi riportarla nella vera pratica. Ci aiutano conoscere le varie esigenze acquatiche e testare tutti i modelli e prototipi, ascoltiamo tutte le critiche ed, avere atleti molto sensibili alla percezioni dei difetti, è una marcia in più.

Teddy ed Andrea Sciurti nascono con CARBONIO GFT per poi diventare SEAWOLF e successivamente POLO SUB.
Tiziana Martinelli nasce con POLO SUB e successivamente CARBONIO GFT e GIMAN.
Jacopo Giandominici nasce POLO SUB, poi CARBONIO GFT e successivamente SEAWOLF.

Buona lettura!

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ANDREA SCIUTRI: CARBONIO GFT, SEAWOLF, POLO SUB

Parliamo con Andrea Sciurti.

Ciao Andrea. Prima di tutto, grazie mille per lasciarmi farti questa piccola intervista. Racontaci un po' di te e degli tuoi inizii nel mondo della pesca subacqua.

Ciao Fidel, sono felice di poter aiutarti per la tua intervista.

Vivo nella città di Brindisi, che si trova sul mare. In questo momento io non sono iscritto a nessun club. Il 28 settembre compio 37 anni e pesco da circa 27 anni. Le mie prime uscite in mare sono state sempre affiancate da mio fratello Teddy. Avevo 7 anni quando rimanevo ore ed ore sulla barca ad aspettare la fine della sua battuta di pesca, ansioso di ascoltare i suoi racconti di pesca. Così, piano piano, sono passato da stare sulla barca a seguirlo mano nella mano in mare, scrutando con molta attenzione tutti i suoi movimenti e poi, da lì, è stato un susseguirsi di emozioni che mi hanno portato ad amare questo sport.

Non ti piacciono le gare...

Ho partecipato ad una sola gara in età molto giovane e per anni ho fatto il secondo a mio fratello. Non amo particolarmente il mondo delle gare perchè vivo il mare e la pesca subacquea in maniera molto tranquilla... Mi spiego meglio: Non sono una persona caratterialmente molto competitiva, specialmente in mare, e preferisco utilizzare le mie ferie per andare a pescare, in zone sempre nuove, in compagnia di mio fratello, e non sprecare le tanto sudate ferie per preparare campi gara, ecc... Amo condividere le catture e i posti di pesca con mio frattello e con i miei compagni di pesca, invece nel mondo delle gare tutto questo non può accadere perchè si diventa degli orsi.

Pescare in coppia è importante. Ma cosa vuol' dire, pescare in coppia? Lo fate sempre anche voi, i grandi?

Pescare in coppia sicuramente è l'ideale. Io, per pesca in coppia, intendo due pescasub in mare e un solo fucile. Solo cosi si puó essere sicuri che il compagno ci sta guardando... Io cerco sempre di pescare in coppia ma é capitato di andare a pesca da solo e in quelle giornate sicuramente mi sono tenuto sotto le mie quote abituali per evitare incidenti.

Che tipo di pesca ti piacce in piu?

Ho imparato a pescare in tana, ma con il passare del tempo ho scoperto che mi emozionava molto di più la pesca all'aspetto profondo. Prediligo pescare in corrente, lasciando scorrere il gommone alla deriva frenato da una o più ancore galleggianti le quali frenano il mezzo nautico in modo che io lo possa seguire senza fare mola fatica. Questo tipo di pesca ti da la possibilità di visitare più miglia di mare scoprendo anche posti nuovi ed è molto sportiva, a mio avviso, perchè se ti trovi su un branco di saraghi o dentici ecc, hai una sola possibilità di cattura in quel tuffo. Non puoi pensare di risalire per poi scendere nuovamente per sparare il più grosso del branco, perchè una volta emersi bisogna pinneggiare verso il gommone che nel frattempo ha gia percorso un bel po di mare. Bisogna anche sparare solo per uccidere perchè se sfortunatamente incastri l'asta rischi di perdere pesce ed asta per via delle forti correnti. Per questo sostengo che sia una pesca molto dinamica e selettiva quindi altamente sportiva e non di grandi mattanze.

In che profondità peschi, normalmente?

Le mie quote operative vanno sino ai 30 mt, riesco a scendere anche oltre ma mi sento più a mio agio sotto i 30mt. Prevalentemente pesco a Brindisi (basso Adriatico). In estate pesco anche in Grecia o in Sicilia, precisamente a Marsala dove con Teddy andiamo a pescare nel canale di Sicila, sui mitici banchi. Risalite che si trovano anche a 40 o 90 miglia dalla costa dove il mare passa da profondità abissali a quote anche di 20 cm (banco Skerki) mentre gli altri banchi risalgono sino a 18, 20 mt. Mi ritengo un pescatore completo perchè riesco a passare nella stessa giornata dall' aspetto profondo alla pesca in tana in pochissima acqua o alla pesca nella schiuma, questo grazie agli insegnamenti di Teddy e di tantissime ore dedicate a questo bellissimo sport.

Racontaci la historia piu indimenticabili che ricordi...

Tra gli episodi più strani ricorderò sempre quella volta che, con Teddy, avevamo deciso di andare a caccia di tonni giganti che, dalle mie parti in alcuni mesi dell'anno, sono abbondanti. Ricordo che quella mattina avevamo preparato con molta cura tutta l'attrezzatura: dalle boe collegate fra loro ad un fucilone oleopneumatico caricato al max, arpione con alette rinforzate, ecc. Arrivati sul punto di pesca iniziamo ad alternarci in mare, tutto questo per oltre 5 ore senza nessun avvistamento. Teddy ad un certo punto mi dice che si era stufato e che voleva andare via e che se io volevo potevo cambiare arma (arbalete 100 mono elastico) e fare l'ultimo tuffo perchè aveva avvistato dei grossi saraghi che giravano sul fondo.

Impugno il mio 100 mono elastico, scendo, mi apposto per eseguire l'aspetto ai saraghi e dopo pochi secondi tutta la minutaglia si schiaccia sul fondo. Ho subito pensato a Teddy che stava scendendo per sparare i saraghi, ma mi sono ricordato che lui non aveva fucile e che quindi non poteva essere lui. Mentre pensavo, una gigantesca ombra è passata sulla mia testa a non più di 10 cm, la sua pancia era più larga di una tavola da surf. Si, era propio lui un tonno di oltre 250 kg! Mentre il mio cervello razzionalmente mi diceva di non sparare perchè era troppo grande per l'arma che impugnavo, il mio istinto da cacciatore aveva spostato il braccio nella sua direzione e il dito indice stava premendo il grillletto. Da li in poi sono stati secondi interminabili e indimenticabili. Nei primi istanti il tonno, raggiunto dall'asta che si era conficcata completamente nella sua pancia da dietro verso la testa, si è fermato tremando per poi ripartire come un treno, trascinandomi dietro e lasciandomi senza filo nel mulinello da 60 mt in meno di tre secondi.

Mi sono ritrovato a combattere un gigante sparato a 18 mt di profondità che, in pochissimi istanti, mi aveva trascinato ad oltre 28 mt. Ogni volta che cercavo di guadagnare la superficie tirando a me il filo, lui dava delle scodate assordanti, sino a quando ho dovuto tagliare il tutto perchè stavo rischiando di rimanere lì sotto con lui. Nel frattempo Teddy si gustava la scena dalla superficie rimanendo a sua volta senza fiato. Una volta riemerso, a parte il gran spavento, ho capito che con il signore del mare non ci si può improvvisare perchè rischi di rimmetterci la vita: onore a lui. Ahahahhahaha!!!

Cosa puoi dirci circa questo Tri-Team?

Io collaboro da circa due anni con la CARBONIO GFT. Grazie a loro ho conosciuto dopo pochi mesi la SEAWOLF e in seguito la GFT mi ha presentato il propietario della POLO SUB. Ciò che accomuna queste tre aziende è l'amore e la serietà con il quale svolgono il loro lavoro e poi, essendo tutti appassionati di mare, non hanno difficolta nel capire l'esigenze di noi pescatori. Con CARBONIO GFT è stato "amore a prima PINNA". Io uso le AERO (durezza medium) con le quali mi sembra di volare in mare. SEAWOLF, dopo poche parole che ci siamo scambiati telefonicamente, mi ha detto "io ho il fucile che fà per te!"... Era il MAKO 115 doppio roller, arma micidiale. Poi POLO SUB mi ha dato una seconda pelle che mi permette di muovermi in mare con molta fluidità.

Le tuoi catture piu grandi sono...

Tra le mie prede non ho pesci di grandissimo peso. La cernia più grossa è stata di 15 kg, poi una ricciola di 13 kg, un dentice di 6 kg ed un orata di oltre 5,8 kg.

Grazie mille, Andrea. È stato un piaccere parlare con te! Ti abbracio. A presto.

Spero di essere stato soddisfacente e per altre domande non esitare a contattarmi. Rimango a tua disposizione per l'intervista.
Grazie a te per l'interessamento alla nostra attività!
Ciao.
Andrea Sciurti
PS: Complimenti per il tuo italiano!!!

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TEDDY SCIUTRI: CARBONIO GFT, SEAWOLF, POLO SUB

Ciao Teddy. Sono contento di parlare con te. Racontaci un po'. Chi sei, cuando non sei pescando?

Diploma di laurea in terapista della riabilitazione nel 93; conseguite specializzazione in facilitazioni neuro-muscolari propriocettive metodo Kabat, bendaggio funzionale, idrokinesiterapia, massaggio cranio-sacrale, trattamento dei dolori cervico-dorso-lombari. Conseguito, il 2° anno, di 5, della laurea in osteopatia. Per circa 2 anni ho prestato servizio all’ospedale Santa Maria delle stelle di Melzo (MI), dove mi sono specializzato nella riabilitazione della lesione del crociato anteriore, e varie protesi dell’arto inferiore. Nel 97 rientro a Brindisi, effettuando consulenze, presso palestre specializzate e piscine, per il recupero di traumi ortopedici... Contemporaneamente svolgo l’attività di personal trainer. Dal 2000 lavoro presso la clinica San Raffaele di Ceglie messapica (Br) ad alta specializzazione riabilitativa per lesioni del sistema nervoso. Per circa un anno mi dedico in un laboratorio di terapia occupazionale al recupero delle attività di vita quotidiana in un contesto ergonomico.

Ho conseguito, tra il 1986 e il 1991, il diploma di istruttore di 2° livello per immersioni con ARA della FIPSAS. Mi sono cimentato nell' attività agonistica di pesca subacquea, con quote operative fino a -42 metri. Con orgoglio, sono collaboratore e tester CARBONIO GFT per ottimizzare, sotto un profilo biomeccanico, l’utilizzo delle pinne in carbonio.

Dove e quando sei nato? Raccontaci come hai cominciato in questo bello sport?

Nato il 02/08/1969 a Brindisi città di mare, città avvolta dal mare, tanto che questo mare satura l'aria e ti trasforma da essere terrestre ad essere acquatico. Mio padre mentre s'immergeva per catturare saraghi e orate, io, attraverso i suoi racconti, cominciavo a vivere sulla spiaggia il mare e la pesca subacquea. L'evoluzione da un punto di vista venatorio è stata quella che abbiamo avuto un po’ tutti quelli della mia generazione; iniziando con le catture in tana per poi passare all'aspetto o agguato aspetto, affinando le varie tecniche e guadagnando lentamente anno per anno le quote operative, dove solo l'esperienza, la costante dedizione e fondamentalmente la maturità mi ha permesso di potermi dedicare alla pesca cosi detta profonda. Ci sono voluti più di trentacinque anni per poter gestire fisicamente e mentalmente le emozioni in assoluta sicurezza. Non bisogna avere fretta. Questo lo dico per tutti i ragazzi che sono all' inizio di questa splendida e interminabile avventura, carichi di entusiasmo con la frenetica voglia di scoprire il mare e fare carniere ma che fondamentalmente dovranno imparare a conoscere se stessi ed i propri limiti.

Nel mio percorso, caratterizzato da gare (mondo di cui sono stato allontanato fondamentalmente per motivi di lavoro) e viaggi (di pesca) fedelissimo ed insostituibile compagno di pesca è stato mio fratello Andrea con il quale abbiamo sviluppato tutto il nostro bagaglio di conoscenze inerenti all'apnea al mare alla sicurezza e alla caccia. Le gare, abbandonate nel 1994 dopo un campionato di seconda categoria, mi hanno permesso di poter fare molta esperienza confrontandomi con diversi metodi di tecniche di pesca subacquea, e di conoscere molti atleti con i quali si sono poi instaurati rapporti di profonda amicizia portandoci a condividere bellissime avventure.

In che tipo di acqua e come ti piace pescare?

Le torbide acque di Brindisi, rispetto a quelle cristalline dei banchi siciliani o delle isole Ionie, sono state un'ottima palestra che mi hanno permesso di imparare a gestire il mare nelle sue varie morfologie e caratteristiche, catturando tutte le prede che il mediterraneo offre. Prediligo due tipologie di pesca: quella sulle secche al largo, cacciando prevalentemente all'aspetto agguato, con l'assistenza di un barcaiolo, dove catturo dentici, dotti, cernie e ricciole; l'altra che mi entusiasma è quella allo scarroccio con il gommone frenato da ancore galleggianti che viaggia ad una velocità tra 0,5 ed 1,5 km/h. Arrivati sul fondo, si hanno pochi secondi a disposizione per impostare l'azione di caccia, consapevoli che non si avrà un'altra opportunità per poter portare a termine l'eventuale cattura, si dovrà colpire la preda in modo tale da tramortirla onde evitare di farla arroccare e rendere difficoltoso, se non impossibile, il recupero del pesce.

Sei sponsorizzato e collaboratore di CARBONIO GFT, SEAWOLF e POLO SUB. Anche il tuo fratello, e altri grandi pescasub, lo steso, con il steso Tri-Team. Come ha uscito questa idea? Da cuando sei collaborando con loro?

Queste tipologie di pesca che faccio mi hanno imposto la necessità di utilizzare attrezzature sofisticate con il massimo rendimento. Pertanto, dopo una lunga ricerca, penso di essere approdato alle migliori marche inerenti alle mie esigenze... CARBONIO GFT per le pinne, SEAWOLF per i fucili, e POLO SUB per le mute. Sono ormai circa due anni che collaboro con queste ditte per testare e proporre prodotti innovativi. Rapporto che è nato da una caratteristica che mi contraddistingue, la ricerca della perfezione come meta irraggiungibile, ma che ti stimola e ti porta a sfidarti costantemente.

Le pinne della CARBONIO GFT che utilizzo da circa un anno sono le PREDATOR a pala asimmetrica, le quali mi permettono di avere un ottimo rendimento con il minimo dispendio di energia sia dalle risalite profonde che dalle intense e lunghe pinneggiata in superficie per raggiungere il gommone. Pala composta di un carbonio che a seguito di test effettuati, mi da la massima tranquillità e sicurezza sulla resistenza alla rottura. I fucili sono i roller MAKO 2 della SEAWOLF, in particolare il 115 e il 95 dove sono concentrate tutte le caratteristiche balistiche che si possono cercare in un'arma: brandeggiabilità, precisione e potenza. Mute POLO SUB con taglio su misura, termicamente pertinenti alle varie stagioni, cromaticamente adattabili ai vari fondali.

Su ciò che abbiamo parlato a Valencia, quando ci siamo incontrati nella Kedada 2013, l'anno scorso, e mi ha lasciato certamente ansioso di poter' testarle. Spiegaci il perché della forma asimmetrica delle pinne PREDATOR della GFT. Dovrò pinneggiare in qualche modo speciale?

Laureandomi in fisioterapia ho sviluppato una serie di conoscenze del corpo umano che mi hanno permesso di ottimizzare lo sviluppo delle attrezzature da un punto di vista ergonomico e biomeccanico. Cosi com'è stato possibile studiare e ricavare protocolli di allenamento che nel tempo mi hanno migliorato il rendimento, considerando una serie di varianti che caratterizzano la struttura del singolo individuo. La consapevolezza della continua evoluzione dell'apnea, mi ha sollecitato l'esigenza di affinare le tecniche di stretching Pranayama e programmi di allenamento inerenti all'apnea, recandomi a Sharm El Sheik presso il freediving world. Colto dalla necessità di trasmettere questo bagaglio di conoscenze con i più giovani, ho conseguito il brevetto di istruttore di pesca sub della FIPSAS, consentendomi di affrontare un percorso didattico.

La pinneggiata con le PREDATOR è più fluida, perchè è una pala che va in progressione. La falcata è leggermente più breve perché la pala crea nella flesso estensione dell'arto inferiore una sinusoide. L'asimmetria favorisce la stabilità del movimento della pinna evitando la derapata e concentrando il flusso di acqua spostato, per ottimizzare il rendimento cinetico. Dal fondo lo stacco è meno immediato rispetto alle altre pinne, però il tutto viene immediatamente compensato da una progressione che ti accompagna per tutta la risalita!

Racontaci alcun bell riccordo che non potrái dimanticare mai.

La preda che mi ha più entusiasmato, non certo per la difficoltà o la grandezza, ma sopratutto per il fatto che una ricciola di 40kg fu portata a pagliolo grazie alla segnalazione fatta da mia moglie, la quale aveva pochi minuti prima imparato ad interpretare i segnali dell'ecoscandaglio.

Mentre io ero in mare a pescare, lei a una distanza di circa 100mt da me aveva individuato questi grossi pesci e mi portò sulla zona. Al primo tuffo mi trovai in una situazione da sogno. Appena arrivai sul fondo, una ventina di dentici tra i 5 ed i 7 kg mi stavano per arrivare a tiro quando improvvisamente si aprirono per dare spazio a tre ricciole che mi puntavano frontalmente in formazione, la più piccola avanti sui 15kg, le più grandi intorno ai 20kg, leggermente arretrate. Prossimo a scoccare il tiro, le tre di colpo si aprirono, incredulo non riuscì a capire il perché! Ma la risposta arrivò immediata, a circa 2 mt sulla mia destra entrò la regina, mirai e scoccai un tiro letale. Il recupero fu semplice, ma il più euforico della mia vita. Risalii sul gommone e diedi nelle mani di mio figlio la sagola che avevo filato dal mulinello, coinvolgendolo al recupero.

Quando la preda arrivò in superficie gli occhi del piccolo e di mia moglie erano carichi d'incredulità, lanciarono urla di felicità perché oltre a vedere quella mastodontica preda si sentirono protagonisti di questa meravigliosa avventura. Io fui felice come non mai!

Fumi o hai fumato? Parlando ovviamente di pesca subacquea, che cosa noterò e quanto ci vorrà per vedere i risultati?... se mai sono in grado di lasciarlo :-)

Il fumo, oltre a compromettere i polmoni ed impedire una buona respirazione polmonare, riduce anche la respirazione cellulare con tutte le conseguenze del caso. Poi per ritornare ad ottimizzare il tutto ci vogliono almeno 1 anno, fermo restando che solo dopo 5-10 anni si riducono dal 50 al 70% la possibilità di gravi malattie cardio vascolari, cancro ed ictus...

Hahaha... Io cercavo la risposta di un apneista o un pescatore profundista, e mi hai dato la risposta aspettata di un dottore (quella che tutti noi sappiamo, anche quelli che ancora continuiamo fumando)...

Hai avuto bisogno di aiuto, o hai dovuto aiutare mai ad alcun amico? Facci sapere com'è andata quella storia e cosa hai imparato dopo quello che è successo...

L'incidente più grave, ed unico, che ho avuto a mare è la Sindrome di Taravana, avuta nel 2008, in quanto non conoscevo i tempi di recupero che ci dovevano essere tra una immersione e l'altra, pescando tra i 30 e i 40 metri.

Grazie mille, Teddy!

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JACOPO GIANDOMINICI: POLO SUB, CARBONIO GFT, SEAWOLF

Ciao Jacopo. Per quelli che non ti conoscono, parlaci un po' dei tuoi inizi in questo meraviglioso mondo di pesca subacquea...

Sono nato a Sansepolcro provincia di Arezzo. Fin da bambino ricordo di essere sempre stato attratto dall’acqua, bastava una semplice pozzanghera a catalizzare totalmente la mia attenzione, crescendo ogni fiume ruscello o lago vicino a casa è stato sondato attentamente sia con la canna da pesca che in immersione. Poi è arrivato il Mare. Quando iniziai la pratica dell’apnea ero reduce da positive esperienze di nuoto agonistico e il mio primo approccio all’apnea fu proprio in ambito agonistico, anche se la pesca era la vera molla che mi spingeva. Dopo qualche stagione, nel 2005 mi qualificai ai campionati italiani assoluti di apnea dinamica, ma sempre più ero travolto dalla passione che mi spingeva unicamente verso il Mare, trascorrere ore e ore in acqua, a caccia; spesso in completa solitudine.

Sono Assistente Istruttore APNEA ACADEMY dal 2004, Assistente Bagnanti dal 2009, e Istruttore APNEA ANS e Istruttore FIPSAS di pesca in apnea dal 2010.

Quanti giorni all'anno vai in acqua? Parlaci dal tuo allenamento...

Ormai da oltre dieci anni vivo il Mare tutto l’anno pescando in apnea più spesso possibile, nelle ultime stagioni ho toccato l’ambito traguardo delle cento pescate/anno. Dal 2008 ho la fortuna di condividere questa immensa passione con la mia compagna. Amo pescare in profondità, ma mi adatto volentieri anche al bassissimo fondo che ritengo comodo e vantaggioso per il poco impegno fisico richiesto.

Mi alleno regolarmente in piscina, ritengo che sia molto importante per vivere al meglio le uscite di pesca, tuttavia la preparazione fisica è solo una piccola parte del necessario, andare in Mare offre un occasione di crescita continua e mi ritengo assolutamente immaturo. Sempre più spesso ho occasione di accorgermi quanto sia importante la preparazione mentale, troppo spesso sottovalutata.

Racontacci un bel ricordo di mare...

Di ricordi da raccontare ne ho tanti e sono certo che tanti altri verranno stampati indelebilmente nella mia memoria...

Gli episodi che ricordo con più piacere sono quelli vissuti in compagnia di amici/compagni di pesca affiatati. L'estate scorsa io, Tiziana e Giuliano stavamo pescando da diverse ore senza però aver preso alcun pesce, l'acqua era cristallina, il sole ormai alto sull'orizzonte e niente corrente, così, sapendo di poter contare sull'assistenza dei miei validissimi compagni decido di tentare un posto più profondo del solito; dopo una breve navigazione ci fermiamo sulla presunta verticale del punto, la prima a scendere è Tiziana (precedenza alle donne), qualche respiro lento e profondo e la vedo sparire nel blu scuro, comincia l'interminabile attesa di chi resta in superficie, controllo il cronometro dopo circa un minuto decido di andarle incontro... eccola! Non ha sparato, l'accompagno in superficie e mi accerto che stia bene al 100%, come sempre sorride e mi da l'OK, poi inizia a raccontare... e che racconto! Ben quattro cernioni erano sopra un ciglio in lontananza, e la guardavano incuriositi ma l'elevata distanza dai pesci l'ha fatta desistere dal tentare un'azione affrettata.

E' il mio turno, mi preparo... So che posso contare sull'assistenza dei miei due compagni, dopo una tranquilla e accurata preparazione abbandono la superficie sotto i loro occhi attenti. Già prima di toccare il fondo scorgo le sagome scure inconfondibili di due grosse cernie, ruotando lo sguardo tutto intorno cerco un riparo per condurre un agguato, non mi fido a tentare una caduta; frappongo fra me e loro una piccola cresta di roccia che uso per nascondermi parzialmente senza sparire del tutto e guadagno metri preziosi, i pescioni sembrano cascare nel tranello, come al solito la concentrazione è al massimo, mi concentro su un solo pesce, quello più vicino e tranquillo, ancora qualche centimetro, distendo il doppio roller e... sparo! La reazione è violentissima, non riesco a controllare la prima fuga del pesce, mentre risalgo lo vedo intanarsi in un grande spacco roccioso ancora più profondo di dove l'ho sparato; cerco comunque di rilassarmi e pensare a pinneggiare bene, la via per la superficie è lunga... Finalmente appare la sagoma della mia compagna che mi è venuta incontro per assistermi durante gli ultimi metri di risalita.

In superficie anche Giuliano mi attende. Appena ripreso fiato spiego ai due l'accaduto, sono in ansia per la sorte della cattura, ma Giuliano con la solita calma e lucidità, frutto della grande esperienza inizia a preparare quello che sarà un tuffo da grande apneista. Dopo qualche minuto di respirazione profonda e lenta, scende. In superficie l'attesa è lunghissima, scendo a mezzacqua per cercare di vederlo, eccolo ha sparato e sta appena iniziando a risalire, lo seguo negli ultimi metri, l'uscita è perfetta. Racconta di aver doppiato il pescione, sparandolo mortalmente da un uscita secondaria, ormai è fatta serve solo un ultimo sforzo per liberare la prima asta e recuperare tutto.

Di nuovo è il mio turno, scendo sulla verticale del punto e finalmente vedo il cernione colpito benissimo dallo sparo di Giulinao, in breve lo libero dalla prima asta e risalgo. In superficie ci godiamo finalmente un comodo recupero e la sagoma massiccia del pesce emerge sotto di noi. La gioia di tutti tre è enorme, ci abbracciamo e ci complimentiamo l'un l'altro, in questi casi non ha alcuna importanza chi sia stato a premere il grilletto, semplicemente perchè da solo nessuno avrebbe potuto fare una cattura così; questi sono i ricordi che più di altri mi porto dentro, impressi per sempre nella mia memoria.

Non ho nessun dubbio che i fucili SEAWOLF, soppratutto grandi roller, vanno benissimo per pescasub come te, con grandi catture ogni giorno. Ma per tutti gli altri, quindi praticamente tutti gli altri pescasub, sono così adatti i SEAWOLF?

Certo che si! Non dobbiamo legare SEAWOLF esclusivamente all'immagine dei grandi doppi roller perche l'azienda offre una gamma veramente completa di tutte le misure e allestimenti di arbalete in legno sia di tipo roller singolo o doppio sia con normale elastico circolare, quindi il pescatore che cerca un'arma di qualità elevata può contare su questi fucili. Semplicemente contattando l'azienda e facendosi consigliare il modello più adatto alle proprie esigenze il comune pescasub potrà godere di un vero gioiello del mare. Se proprio non dovesse esserci niente di standand adatto alle richieste del cliente probabilmente l'estro e la maestria degli artigiani lo creeranno su misura....

Un sogno, in che mare ti piaccerei pescare? E quale grande pescasub ti piaccerei conoscere e pescare con lui?

Obiettivi futuri... sono sicuramente l’Oceano, del quale abbiamo già avuto un assaggio. Il mio motto? Un unico grande pesce!!! Sono i sogni a spingermi ad andare in Mare, l’idea che il pesce della vita si possa materializzare in un attimo e che ce ne sia sempre uno più grande e magnifico dietro la prossima alba…

Ammiro molti pescasub che pescano sia all'estero che in Mediterraneo. Il mio criterio di valutazione non riguarda il numero di catture ma la qualità delle stesse. Amo i grandi pesci difficili da catturare.

Parlando del futuro. Cosa ti manca da apprendere/imparare. Hai qualche sfida in mente?

So di avere tantissimo da impatrare. Ogni volta che vado in mare c'è qualcosa di nuovo da capire, un nuovo scenario che mi attende. La mia sfida è semplice, non si può sfidare il mare. La vera sfida è con me stesso cercando sempre di migliorarmi nell'allenamento fisico, mentale e soprattutto fare tante esperienze di pesca attraverso cui crescere.

Grazie mille, Jacopo!

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TIZIANA MARTINELLI: POLO SUB, CARBONIO GFT, GIMAN

Ciao Tiziana. In questo sito gia ho pubblicato una intervista di te, piu o meno un anno y mezzo fa, grazie a Mariangela Spagna, ma oggi sei qui una altra volta parlandoci di questo Tri-Team italiano, quindi proverò di non domandarte le stese cose :-)

Facci sapere cosa fai quando non sei sott'acqua. Fai raccolta di titoli di istruttrice, come Jacopo?

Ciao Fidel. Sono geometra di professione, e pescatrice in apnea per passione. E si, sono anche Istruttrice di Pesca in Apnea FIPSAS e Istruttrice di Apnea ANS.

Dopo l’amore per il mare, cosa è stato prima e cosa è stato poi: la pesca sub, l’apnea, Jacopo?

L’amore per il mare nasce con me, sono sempre stata affascinata da quel mondo sommerso, tutto da scoprire, che si riusciva a vedere solo attraverso il vetro di una maschera. All’età di quattro anni avevo già la pretesa di seguire mio padre nelle sue battute di pesca, così per accontentarmi mi regalò le prime pinne, maschera e snorkel. Da quel momento non me ne sono più separata e ad ogni vacanza al mare aggiungevo un pezzo alla mia attrezzatura. Quindi, la passione per il mare, le prime nozioni di apnea e di pesca in apnea sicuramente le ho apprese da mio padre, anche lui pescasub ed amante del mare. Poi l’incontro con Jacopo ed il connubio perfetto tra acqua, passione, amore, e pesca...

Una volta ho toccato un GIMAN e sono rimasto estremamente stupito. Ricordo ancora le parole di un buon amico che mi disse "Questi fucili sono così belli, che è un peccato sporcarli, rigarli ecc ... Sono pezzi da museo, più che strumenti di pesca".

Quale dei loro modelli preferisci? Fai una particolare manutenzione del fucile?

Sicuramente tutti i fucili GIMAN sono vere e proprie opere d’arte proprio per la cura ed i dettagli che li caratterizzano, oltre ad essere "pezzi da museo" sono ottimi fucili, versatili e adatti ad ogni tipo di pesca. Io ho optato per un DENTEX 100 serie ORO, mod. ATENA con impugnatura ELITE preformata al femminile.

Non c’è bisogno di una particolare manutenzione, basta una bella lavata con acqua dolce dopo la pesca ed è come nuovo. Se devo essere proprio sincera, nel mio fucile qualche segno c’è, ma del resto anche a noi vengono le rughe con il passare degli anni!

Parlaci della tua cattura più grande.

L’autunno bussa alla porte, il verde della vegetazione lascia il posto alle tinte più calde, dal giallo all’ocra, anche i profumi cambiano ed accompagnano il ritmo dolce e regolare del mio respiro.

Dalla superficie non riesco a vedere il fondale e dietro le mie spalle il sole si sta preparando come me a tuffarsi nel blu del mare... La mia discesa è lenta, plano cercando un buon riparo per fare l’aspetto. C’è una bella situazione, la mangianza è nervosa, e da sinistra ecco spuntare i predatori "rosa". Tutto il branco di dentici mi sfila davanti ma sono tutti fuori tiro, i più piccoli si staccano per venire ma rimangono ancora troppo lontani. Mi schiaccio sul fondo, cercando di scomparire, i pesci fanno ancora un rapido avvicinamento ma non è abbastanza. Capisco che l’appostamento che ho scelto non va bene. Faccio un check-up mentale delle mie condizioni fisiche, sono già passati quasi due minuti, ma sto bene, sono lucida e sento ancora di avere tempo ed energie a sufficienza per poter tentare il tutto per tutto... Decido quindi di cambiare posizione, delicatamente e molto lentamente mi sposto fino a raggiungere un masso poco più avanti. Per tutta l’azione non perdo mai di vista i dentici, pur muovendomi riesco a non farli scappare. Mi fermo e aspetto ancora qualche secondo... il tempo passa e la mia autonomia sta finendo ma non la mia concentrazione che è al massimo. Due esemplari finalmente si staccano dal branco e con fare deciso quasi sfiorano la punta del mio fucile... sparo al più vicino. Mi stacco dal fondo filando il mulinello e mentre risalgo trovo Jacopo ad aspettarmi a circa 10 mt dalla superficie, con un sorriso lo rassicuro, sto bene e sono riuscita a concludere in bellezza l’azione.

Il dentice che ho tra le mani, non è di certo il pesce più grande, ma di sicuro è stata la cattura più difficile e sudata di sempre.

Dicci qualcosa circa POLO SUB. Di tutte le mute su misura, li ho sempre visto per anni, come il migliore (e il più costoso). Avere una muta di quelle era un capriccio, un sogno che non si è avverato, nel mio caso. Il nome sul mercato, di certo, ce l’hanno già... ma oggi hanno anche molta concorrenza, posso pensare ad altri produttori che realizzano mute di buona qualità ad un prezzo competitivo.

Cosa ha POLO SUB per poter'rimanere sempre in alto, tra i migliori, dopo tanti anni?

POLO SUB vuol dire garanzia... Nella realizzazione di mute su misura è il leader nel mercato italiano e, da anni, anche in quello internazionale. Le mute sono realizzate artigianalmente da un sarto di eccellenza, il proprietario Giuliano Tagliaccozzo, che nonostante la mole di lavoro segue sempre e scrupolosamente ogni muta, dalla scelta del neoprene, al taglio, all’incollaggio, tutte le fasi della lavorazione. Con anni di esperienza ha formato ottimi collaboratori e scelto professionisti che lo affiancano per migliorare ancora di più il prodotto. Il segreto del suo successo sicuramente è la passione, lui stesso è un grande pescatore e testa i suoi prodotti.

Che tipo di pesca ti piacce in piu? Che tipo di pesce è il tuo preferito?

Adoro pescare in profondità, durante la discesa mi rilasso completamente abbandonando corpo e mente al mare. Prediligo aspetto e agguato, tecniche che mi consentono la cattura di prede importanti.

Pesce preferito da pescare, il dentice. Da mangiare, la cernia. E da guardare, il squalo.

Grazie mille, Tiziana!

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